Mi chiamo Guido Libonati e vivo negli hotel da oltre vent'anni. Ho ricoperto diversi ruoli operativi e direzionali in hotel tra Milano, Verona, Roma, Madrid e Tenerife, prima di dedicarmi alla consulenza alberghiera. Lavoro su revenue, controllo di gestione, vendita, procedure e accoglienza in maniera integrata, perché in un albergo reale tutto è collegato.
Non sono ipotesi. Sono i pensieri reali degli albergatori che si siedono in call con me. Se ne riconosci almeno tre, stai già pagando un costo invisibile — ogni settimana, su ogni reparto.
Tariffe decise per abitudine, per istinto o semplicemente copiando quello che hai fatto l'anno scorso. Senza dati storici, ogni scelta diventa una scommessa. Ed è proprio lì che si gioca la marginalità del tuo hotel.
Le catene si digitalizzano, i competitor si adeguano, senti parlare di RMS, CRM, Revenue. Tu gestisci tutto ancora come 10 anni fa. Non è incompetenza, è isolamento operativo.
Non è una questione di mercato. È chi risponde al telefono che ragiona con le sue tasche, non con quelle dell'ospite. Risultato: camere più costose, invendute ogni settimana.
Fatturi tanto, in tasca ti resta poco, e non sai esattamente perché. Tagli, cambi e le decisioni le prendi tutte di pancia.
Niente organigramma, niente mansionari, niente procedure scritte. Ognuno fa a modo suo. Tu sei lì alle 23:00 a coprire un turno.
Non hai tempo per scrivere procedure, studiare il revenue, migliorare la colazione. Sei in struttura 14 ore al giorno e ti chiedi quanto ancora reggerai.
Da anni decideva tariffe, pacchetti e promozioni partendo da una memoria sbagliata. Ad agosto applicava sconti sulla camera per "attirare le famiglie" — e nel frattempo perdeva l'occasione di alzare il prezzo sulla clientela business che, statisticamente, gli stava prenotando comunque.
Non era incompetenza. Era assenza di un sistema di lettura del passato. La differenza fra quello che ricordi e quello che hai davvero fatturato è dove si gioca la tua marginalità annuale. E questo è il primo posto in cui guardo, quando entro in una struttura nuova.
Ho iniziato come stagista in un Express by Holiday Inn, dopo il Master in Hospitality Management al CST di Assisi. Da lì ho ricoperto praticamente ogni ruolo operativo e direzionale: portiere di notte, receptionist, capo ricevimento, sales manager, vicedirettore, direttore.
Ho lavorato in strutture tra Milano, Verona, Varese, Roma, Madrid e Tenerife. Tra le esperienze più significative, la direzione del Best Western Plus Soave Hotel, premiato — sotto la mia direzione — tra i migliori Best Western d'Italia, per più anni consecutivi.
Otto anni fa è nato Hospitality Cafè. Nel tempo ho collaborato con realtà come Nexi, sono stato chiamato a fare docenza alla Sapienza e ho costruito uno dei primi personal brand italiani dedicati al mondo dell'ospitalità, quando sui social, di hotel management, non parlava quasi nessuno.
Questo per dirti una cosa sola: quando entro nel tuo hotel da Mystery Guest, vedo cose che tu non vedi più — non perché sei meno bravo, ma perché ci vivi dentro ogni giorno.
— Guido Libonati, Hospitality Cafè
Ogni consulenza parte da un'azione concreta, non da una proposta a freddo. Tocco i tuoi problemi prima di parlarne. Poi costruiamo, insieme, un sistema che funziona anche quando io non sono più lì.
Prenoto, arrivo, dormo, interagisco con il Front Office, osservo il check-in, il check-out, la colazione, la pulizia e la gestione delle telefonate. Documento tutto e ti consegno un report che non è un'opinione personale: è un'esperienza vissuta. Da qui si parte.
Pricing e revenue, controllo di gestione, organigramma, mansionari, procedure, identità del brand, posizionamento. Non scelgo una verticale: leggo l'hotel come un sistema. Ti dico cosa fa acqua e da dove conviene partire.
Insegno al tuo staff il metodo che ho costruito in vent'anni: vendere prodotti diversi (VIP, Smart, Easy) anche con camere fisicamente identiche. Standardizziamo i processi. Mettiamo i numeri sotto le decisioni.
Non è una lista di slogan. È il motivo per cui chi mi sceglie, di solito, non torna sul mercato per cercare un altro consulente.
Tocco i tuoi problemi con mano prima di proporti una soluzione. Solo quello che ho visto, vissuto e documentato dentro la tua struttura.
I miei competitor sono fortissimi su una verticale sola. Io intervengo su tutta la macchina, perché in un hotel reale i reparti non vivono separati.
Una procedura proprietaria per gestire la chiamata commerciale e vendere prodotti diversi con camere fisicamente identiche. Riempie le suite che oggi non si prenotano mai.
A differenza della media del mercato non ti lego con clausole rigide e non chiedo pagamenti anticipati. Se il rapporto non funziona, lo chiudi. Punto.
L'obiettivo dichiarato è il trasferimento di know-how, non la consulenza perpetua. È il contrario di come lavora il 90% del mercato.
Non sono un'agenzia che ti rifila account junior. Ti seguo io, ogni settimana, in call e in struttura.
Per fare un lavoro serio servono le condizioni giuste. Se non ti rispecchi nella colonna di sinistra, conviene a entrambi non sederci in call.
Negli otto anni di Hospitality Cafè le obiezioni serie sono sempre le stesse cinque. Te le scrivo qui, senza giri.
La fattura media è di €1.200–€1.500 al mese, esente IVA, con pagamento posticipato. Durata tipica di un percorso: circa due anni — ma il rapporto si può chiudere in qualsiasi momento, perché il contratto non è vincolante. Modello: circa 10 giornate l'anno in struttura + una call settimanale di 1–2 ore. La videocall conoscitiva è gratuita.
No. Non chiedo anticipi e non lego i clienti con clausole vincolanti. Se il rapporto non funziona, lo interrompi. È un'eccezione nel settore — ed è esattamente per questo che funziona.
Mystery Guest e diagnosi nelle prime due settimane. Primi interventi operativi nel primo mese — di solito su Vendita Tipologica e pricing. La revisione di procedure, organigramma e controllo di gestione richiede 3–6 mesi.
Sono un consulente vero. Ti seguo io, personalmente, sempre. Quando serve attivo collaboratori esterni su competenze specifiche, ma il rapporto operativo è tra te e me. Massimo 10 alberghi contemporaneamente — e chi sta con me, lo fa perché vuole starci, non perché è obbligato.
No. Vivo a Matera ma ho lavorato e diretto strutture a Milano, Verona, Varese, Roma, Madrid e Tenerife. Lavoro in tutta Italia. Il modello (10 giornate in struttura + call settimanale) funziona ovunque.
Va benissimo. Se non sei pronto o non posso esserti utile, te lo dico io per primo. Nessun follow-up commerciale aggressivo.
Lascia i tuoi dati o contattami direttamente. Rispondo entro 24 ore lavorative.